venerdì 8 marzo 2013

8 Marzo... disegnamoci su!

Auguri

lunedì 25 febbraio 2013

Red Velvet MTC... esserci o non esserci???


Avevo grandi progetti.
Di Red Velvet ne sognavo sette. Ognuna con una dedica speciale e con un frosting diverso... la mia prima ganache, la mia prima ganache montata, la mia prima meringa italiana, la mia prima crema inglese...... e invece???
E invece il 2013 prosegue sulla scia problematica e "bacillosa" del 2012. Quindi:
- prima mi sono ritrovata a fare i conti con l'adolescente brufolosa che vive ancora in me e che agita la bandiera del "o tutto o niente!"
- poi ho ritrovato la maturità e ho considerato gli aspetti positivi di un più realistico piano B
- dopo ho gettato la spugna, atterrata dall'ennesima disavventura e dall'ennesima febbre

...ma alla fine, del tutto inaspettatamente, stamattina ho messo il turbo ed eccomi qui!

All'adolescente brufolosa l'ho spiegata così: il tema del mese è la cucina senza glutine, ma è anche l'amicizia. E a volte per amicizia è importante anche solo esserci. :)

lunedì 4 febbraio 2013

Zzzzzzzz...

Foto da Pinterest
Eeeeeeinsomma, me ne vado in letargo per un po'...

:*

Zzzzzzzz...

lunedì 28 gennaio 2013

La febbre del picio.

Nel bene e nel male, a casa mia il picio e la febbre sono stati il tema del mese. A un certo punto, ieri, le due cose si sono pure incontrate. E finalmente una domenica come tante, ultimamente, in perfetto isolamento dal mondo che si protegge da noi, è diventata una cosa bella da ricordare.

Grazie Patty, una ricetta bellissima, perfetta per riportare a galla bei ricordi e per costruirne di nuovi. :*


martedì 15 gennaio 2013

Ciambellone fondente all'arancia e... voglia di normalità

Auguri, eh!
Sinceramente non so nemmeno perché pubblico questo post. Fino a ieri - anzi stamattina - pensavo che sarei tornata solo per i pici della Patty, e invece no. L'altro lato della bilancia, quello zodiacale, evidentemente ha avuto un'inclinazione astrale nottura (anche la bilancia su cui mi sono pesata stamattina, per la verità...) ed eccomi qui.
Come sono andate le vostre feste? Spero alla grande.
Come sono andate le mie feste? Maaaaaaaleeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!
Non mi soffermo sui motivi perché sennò finisco con l'assecondare il mio sempre vigile lato lamentoso, ma se qualcuno mi sente diciamo che basta così... no?????
Per cui adesso si vorrebbe un po' di normalità e di tranquillità. E ieri preparare questo ciambellone mi ha dato un po' questa sensazione. Sofficissimo e rassicurante, era quello che ci voleva.
...
Ops! Ho detto sofficissimo???... mi correggo! Gambetto nella zuppa, da cui proviene la ricetta, lo definisce "fondente", ovvero "un punto di svolta nell'arte casalinga dei dolci "secchi" da colazione".
Per me è stato il punto di svolta della giornata, per cui grazie a Gambetto e a MissD.!

sabato 22 dicembre 2012

Dolce Natale per tutti...

Auguri! :*

giovedì 13 dicembre 2012

Arancina Day..... again!!!!

da Grazie a Dio sono Palermitano/a!!! su FAAAEISBUC
Il post è scritto con i piedi e su due piedi.
Ma dopo tanto indurre all'arancinamento mi scurdai che il 13 dicembre stava arrivando... e oggi è arrivato!

Tant'è che Palermo è in fermento, sentitamente raccolta intorno a lei, l'arancina... prece e delizia! 
La devozione per la Santa - ehmmm, Lucia, si intende... - impone la rinuncia e il sacrificio. E noi, modestamente, ci sacrifichiamo!

Ma prima di tutto, sempre-sempre-sempre Hasta siempre! ovvero...


Poi eccovi le arancine del Bar Alba, una delle principali tappe del fervore...



Eppoi ancora qualche link random per chi ha il piacere di tuffarsi nel magico mondo del 13 dicembre palermitano o per scoprire la top ten cittadina... una cosa seria, eh! Mica manciuniamenti...... voi chiamatele tradizioni popolari! o, se vuoi, emozioni.....

Lo storico Gaetano Basile: "Una palla di riso che resiste ai secoli"
L'arancina è maschio o femmina? Il dilemma si risolve al primo morso


...e questo non è tutto, ma solo un po'! 

ore 13:30 - mi vaiu a fazzu n'arancina...

giovedì 6 dicembre 2012

Anelletti con i broccoli arriminati... tutto si trasforma.

Prima ho visto questi anelletti qui, poi ho visto quest'arancina qui.
Ho unito le due cose ed ecco qui.

sabato 1 dicembre 2012

La ricetta vincitrice di novembre è…….. bella come il sole!!!

Ed è fimmina. Perché ti seduce al primo sguardo, perché non l’hai mai vista prima eppure la riconosci, calda e familiare, e poi ti ruba il cuore e ti si piazza lì, in tutti i tuoi sogni di fame e di passione.
L’arancina è fimmina, e Patty l’ha pittata, o forse scolpita, certamente amata e coccolata in ogni fase della sua preparazione... pure quella... la frittura!... arrivando ad un’arancina perfettamente dorata, formosa, croccante, con due ripieni che sembrano aspettare solo il momento di essere scoperti e di offrirsi alla gioia di chi il cibo lo ama.

Bravissima Patty, le tue arancine sono un 8 Marzo di sapori che ha unito le strade d’Italia, valorizzando orgogliosamente alcune delle sue eccellenze in due varianti che esprimono la ricchezza dei nostri prodotti, quelli nati dal territorio e dalla tradizione, quelli che fanno la cifra del nostro cibo e del nostro cibo di strada, quelli che ci esportano nel mondo, quelli che il mondo viene a cercare nelle nostre vie, tra storia e festa.

La Sicilia ne è stata l’involucro dorato, ed è stata l’atmosfera, il calore e i colori del post di Patty, che nel dettaglio di una ceramica blu e verde che, come il mare, sembra poggiare sulla sabbia e che, come il mare, accoglie il sole, ha dentro tutta la più gioiosa immagine di una terra di strade, di vicoli e di incroci.

Mentre l’Emmetichallenge è stata la strada su cui più di centosessanta invitanti, allettanti, goduriose, fantasiose, brillanti, geniali e - diciamocelo! che qui è stata dura, eh!!! - attizzanti arancine hanno parlato e scritto tutti i luoghi e i colori di una passione, per il cibo e per l’Emmetichallenge, rendendo difficilissimo il compito di scegliere e di decidere.

Grazie, grazie, grazie a tutti!!! Per avere oltrepassato la barriera del fritto, indenni e con il frutto (e il fritto!) di arancine che più spettacolari non si poteva.

....E ora, se per caso siete ancora qui (veeeeero???) e non siete già lì, vi rimbalzo canticchiando da lei, dalla vincitrice, a guardare di nuovo lo splendore di quest’arancina bella come il sole, “calda di scirocco e fresca come tramontana”.............    :*



sabato 17 novembre 2012

Cheesecake ricotta, cachi e nocciole... la smetto.

La smetto di fare cheesecake.
Il fatto è che dalla mia prima cheesecake ne sono passate altre sotto i ponti, ma... o sono venute bene e sono finite in un lampo, o sono venute malissimo e sono state censurate.
Questa è venuta bene, ma un po' è rimasta. Così il giorno dopo sono riuscita a fare almeno una foto.
Certo all'inizio la gelatina di cachi era di un bell'arancione vivo, mentre dopo 36 ore è diventata marroncina... dite che funziona se la prossima volta metto qualche goccia di limone???

lunedì 12 novembre 2012

Cassata-Gattò...

Che ci fai con una teglia da cassata mai usata, con degli ortaggi fuori stagione e con una pianta di basilico che continua ad essere rigogliosa finché facaldo??? Ci fai un Gattò (o Gateau...) di patate semplice-semplice, ma che su un buffet delle feste è proprio taaaaaanto carino...

lunedì 5 novembre 2012

La ricetta MTC di novembre è... le arancine!

Eleonora (…se ti prendo!!!! ^_^) ci ha insegnato a chiamare il pane dolce del Sabato con il suo nome, a non chiamarlo Challah, e ci ha permesso di entrare in un mondo dove il rito della tavola è un legame tra gli uomini e anche un patto di rispetto e amore con Dio.

...BBBene. Ora resettate. Si cambia registro… si mescola sacro e profano, si scende in strada, si passìa e si mancia (si passeggia e si mangia)… e nel frattempo per favore non chiamatela arancino!!! Almeno finché vi trovate nella Sicilia occidentale, l'arancina che vi sbafate cavura cavura (calda calda), dorata e formosa, croccante eppure facile al languido abbandono, è fimmina!!!
E con lei i palermitani si curcano e si susino (si coricanoo e si alzano) ogni giorno… perché mentre altri stilano la classifica dello street food, i palermitani, inconsapevoli del loro quinto posto al mondo, continuano a fare quello che gli riesce benissimo… mangiare! Mangiare sempre, mangiare dovunque, dalla sera alla mattina mangiare-mangiare-mangiare. Tanto dovunque ti giri da mangiare c'è. E tra calzoni, rollò, ravazzate, sfincioni e sfincionelli, pane con la milza, pane e panelle, pane e panelle e crocché, brioscia gelato e pppanna, stigghiole, frittola, quarume, polpo bollito, e potrei continuare ma basta così!, tra tutto questo popò di roba servita e mangiata in strada c'è pure lei, l'arancina, che non c'è bar, friggitoria, lapino-friggitoria (da "la moto-ape" > "l'ape" > lapino) che non te ne faccia sentire 'u ciàuru (il profumo) a tutte le ore e in tutte le occasioni.
… E che fa, non te la mangi un'arancinetta a colazione? E che fa, non te la mangi un'arancina al burro a mezza mattinata? E che fa, non te la mangi un'arancina alla carne a pppranzo? E che fa, non ce la spariamo un'arancina-bomba a merenda? E che fa, non ce le facciamo due arancinette con l'aperitivo? E che fa, non ci sta un'arancina dopo cena… magari leggera-leggera, affforno? E che fa, prima di irisi a curcari (andare a coricarsi) magari dolce alla nutella nooooo??? 
Poi, però, c'è un'occasione che è più occasione di tutte le altre. Il 13 dicembre arriva Santa Lucia, giorno della devozione e della grande rinuncia di pane e pasta, giorno del sacrificio di settecentomila palermitani che si rassegnano a farsi di cuccìa e di arancine! Giorno del trionfo e dei record, giorno in cui una città consuma la produzione di arancine di un intero mese. Giorno in cui di arancine se ne vedono di tutti i tipi e di tutti i gusti.
Ma in origine furono solo loro, alla carne e al burro, riconoscibili da lontano per la forma: tonde alla carne, ovvero con ragù e piselli, ovali al burro, ovvero con prosciutto cotto e scamorza. … Ho detto ovali… non a punta… quelli sono gli altri, gli arancini!

E questa è la ricetta di novembre… le arancine. Una passione che si consuma in un secondo, ma che ha dietro un corteggiamento lungo e paziente… vedrete…

Ora vi saluto, m'è presa l'ansia… vi piacerà, non vi piacerà??? Stress… vi lascio di qua alla ricetta e di là al regolamento, ad Alessandra e a Daniela (…se vi prendo!!!! ^_^).

…E che fa, non me la devo andare a fare un'arancina per riprendermi da questa cosa qui della ricetta, dallo stress, dalla responsabilità e pppure dalla vittoria dell'emmetichallenge di ottobre che chi me lo doveva dire che mi succedeva proprio a mmme????...

domenica 28 ottobre 2012

Pane dolce del Sabato... e dintorni

Accipicchia, tosto questo giro MTC!
Tosto e sorprendente.

Quello che ho scelto quasi subito sono stati i due ingredienti principali del ripieno. Quello che mi ha richiesto tempo è stato capire il perché.
Dunque mi sono messa a cercare, cercare, cercare. Senza arrivare a verità e certezze, per cui mi scuso in anticipo per eventuali inesattezze e imbecillità, ma, mettiamola così, almeno ho circoscritto l’ambito di un’ispirazione arrivata da sé. 
Un’ispirazione partita da lontano, da quando ormai millenni fa studiavo, studiavo, studiavo (più che altro la raccontavo così… ) canestre di frutta, pale d'altare e colonne tortili ripetendo a pappagallo (più che altro me la raccontavo così… perché in realtà mi piaceva) il significato cristologico di frutta, fiori e piante. 
Allora, il melograno è…. 
E invece la mela è… 
E poi la pera è… e quella bacata è… 

Insomma, una macedonia di simbolismo religioso, o meglio cristiano-cattolico, di cui ho dimenticato praticamente tutto, tranne il fatto che gli antichi vestivano le cose di simboli, e i simboli parlavano di religione, di storia, di identità. Ecco. 
Il ripieno del mio pane dolce del Sabato per me doveva avere “un senso”, o meglio io volevo potergli attribuire un senso, un significato che si armonizzasse con lo Shabbat, di cui adesso ho compreso di più le regole e il significato. 
Così, alla ricerca di un senso, mi sono venuti in mente il cedro e l’uva. Da lì è stato tutto un susseguirsi di ricerche che me li ha fatti dimenticare, rimbalzandomi dalla kasheruth alle festività ebraiche, dalla cucina ebraica alle comunità ebraiche in Italia… e di qui alla domanda… ma a Palermo???

A Palermo, diciamo pure in Sicilia, la storia degli Ebrei si è fermata al 1492, anno dell’editto di espulsione di Ferdinando il Cattolico, che ne impose, pena la morte, l’allontanamento volontario con conseguente perdita di luoghi e di beni, o in alternativa la conversione al cristianesimo, che macchiò i pochi che vi si piegarono con l’epiteto di “marrani”. La Sicilia pagò quell’editto in termini economici, culturali e di ingegno, spezzando di fatto il corso della sua “storia ebraica”.
Ma qualcosa è rimasto… sorprendente, per me, è stato ricondurre 'u pani c'a meusa proprio a quella storia, quel pane con la milza che, insieme ad altri 876454598437976 strafogamenti di strada, di recente ha portato Palermo al 5° posto della classifica mondiale dello street food redatta da VirtualTourist e pubblicata da Forbes… ebbene sì! Pane con la milza, ovvero un panozzo con spolverata di cimino (semi di sesamo) dove la milza (di vitello) può essere schetta – single... – o maritata – sposata con la ricotta o con scaglie di caciocavallo. Una possibile combinazione di carne e latte che, in barba alle norme ebraiche che vietano di mescolare carne e latte non solo nella stessa pietanza ma anche a tavola, la dice lunga sulle stratificazioni date dal tempo e dai popoli.
Stratificazioni che a volte aprono piccoli momenti di riflessione, forse anche di poesia, se colti in una targa che indica il nome di una via in tre lingue: in italiano, in ebraico e in arabo. Questo succede in alcune vie di Palermo, quelle dove un tempo sorgeva il quartiere ebraico della “Meschita” e che, dopo più di cinquecento anni, conservano ancora la memoria del passaggio di un popolo. Per esempio in via Calderai, dove le officine (sempre di meno) e le botteghe (sempre di più) parlano ancora di antichi mestieri legati alla lavorazione dei metalli che in questi vicoli, prima del 1492, erano praticati dagli ebrei.



E poi sono tornata al cedro e all'uva.

Al cedro perché ricorre innumerevoli volte nella Bibbia e nella Torah con una ricca simbologia legata al popolo ebraico, talvolta anche nei termini profetici di rinascita dopo la prostrazione e l'esilio. Cedro che, insieme alla palma, al salice e al mirto, è anche uno dei quattro protagonisti rituali della Festa delle Capanne ebraica, indicati da Dio stesso a Mosè nell'istituire questa festa in onore del Signore e in ricordo della permanenza degli ebrei nel deserto dopo la fuga dall'Egitto.
All'uva, di cui non si contano le citazioni e le associazioni al popolo ebraico, perché è uno dei suoi simboli.

Cerca che ti ricerca, però, l'ispirazione iniziale dei due ingredienti principali era cresciuta... allargandosi anche ad altro. Magari anche solo ad una tentazione, a cui ho ceduto, di un pane dolce dello Shabbat che fosse l'intreccio di tre identità, diverse eppure con un mare in comune, il Mediterraneo. Dunque vicine. Dunque accomunate dagli stessi ingredienti, tradotti in sapori diversi, ma anche in significati diversi.

E allora la mandorla.
E la mandorla è... la linea che spesso descrive la gloria in cielo del Signore, ed è anche emblema di Cristo.
Poi succede che, con zucchero e miele, diventi un mandorlato, in arabo qubbiat.
E se il miele è un miele cristallino di zagara, poi succede che anche qui la zagara ci riporti all'arabo zahr (fiore) e zahara (splendere, sfavillare di bianco).

E allora l'uva è (anche)... emblema di Cristo.
Poi succede che c'è un'uva, lo zibibbo, che porta nel nome le sue radici arabe e che da zabīb significhi uvetta o uva passita per la sua dolcezza e aromaticità.

Insomma, forse a me tutto quel cercare e quel trovare targhe a tre lingue mi aveva un po' confusa. Però mi pareva bella tutta questa confusione. Come quando nell'eseguire una ricetta individui gli ingredienti principali, quelli che "giustificano" la ricetta, e poi pensi che potresti aggiungere un po' di questo e un po' di quello, che all'inizio pensi che proprio non ce li puoi mettere tutti insieme, e poi magari ci provi e vedi che tutto insieme è tutto un altro sapore. Ecco.

E non ho altro da dire su questa faccenda. (Forrest Gump)


Pane dolce del Sabato con marmellata di cedri, cubàita di mandorle al miele di zagara e cimino

Pane dolce del Sabato con uva zibibbo e semi di finocchio  

martedì 23 ottobre 2012

Cubàita di mandorle al miele di zagara... il riscatto

Sopra i 40° o sotto i 18 ° (tanto più giù non si va),  eventi di piazza o "Festini", la cubàita non manca mai sulle bancarelle di dolci siciliane.
La cubàita è un dolce tradizionale siciliano di derivazione araba che si può fare con il cimino (dicono dalle mie parti della Sicilia) o giuggiulena (dicono in altre parti della Sicilia) o semi di sesamo (dicono nel resto del mondo). Oppure si può fare con le mandorle.
Io l'ho sempre fatta con le mandorle... e a volte, poi, l'ho pestata e frantumata rendendola irriconoscibile e facendola diventare qualcos'altro. E' successo qui... e sta per succedere ancora..............
In attesa del resoconto dell'ultimo misfatto, questo post è per renderle giustizia. Perché la cubàita, facilissima da preparare, è una cosa... una cosa... una cosa che non si può spiegare. C'è chi prima di me ne ha scritto l''Elogio. Io mi associo.

sabato 13 ottobre 2012

Che sia Paradiso...






 Mamma.